Muretti a secco
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Nel novembre 2018, l’Unesco ha iscritto nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, “L’Arte tradizionale dei muretti a secco”. Questa candidatura è stata presentata congiuntamente da otto Paesi: l’Italia con Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera.

“L’arte del ‘Dry stone walling’ riguarda tutte le conoscenze collegate alla costruzione di strutture di pietra ammassando le pietre una sull’altra, non usando alcun altro elemento tranne, a volte, terra secco”, spiega l’Unesco nella motivazione del provvedimento. La stabilità delle strutture è assicurata dall’attenta selezione e posizionamento dei sassi».

Tra le regioni italiane promotrici della candidatura c’erano la Puglia e la Sicilia. Così si vuole tutelare una tradizione che unisce in pratica tutta la Penisola e ha i suoi punti forti nella Costiera amalfitana, a Pantelleria, alle Cinque Terre e in Puglia nel Salento e nella Valle d’Itria. Si tratta di una tecnica millenaria che ha avuto nel corso della storia e a seconda delle regioni utilizzi diversi.

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